A Lucca “Inquieto Novecento” da Vedova a Hirst

17 Mar 2014 Stampa

Lucca 17 marzo – Fino al 22 giugno al Lucca Center of Contemporary Art si svolge  la mostra ”Inquieto Novecento. Vedova, Vasarely, Christo, Cattelan, Hirst e la genesi del terzo millennio” a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni. La mostra mette a confronto opere del secolo scorso provenienti per lo più dalla Collezione R.E.D. con un corpus di lavori più contemporanei. Oltre settanta opere, in un percorso che intende stimolare un dibattito sull’arte dell’oggi. Spesso ci chiediamo se esiste un’identità un punto di riferimento, un modo di essere attraverso il fare che ci permetta di stabilire quello che rappresenta l’arte del qui e ora. Gli artisti della nostra contemporaneità  possono considerarsi reali testimoni del proprio tempo?

Dagli anni Cinquanta del secolo scorso – anche se le prime avvisaglie di cambiamento cominciano già negli anni Trenta -, gli artisti hanno cercato di ri-scrivere la storia dell’arte andando oltre i parametri accademici di pittura e scultura. Ne sono scaturite opere originali, sperimentazioni artistiche provocatorie e irriverenti, ma sempre al passo con una società dinamica e in continua evoluzione, spiegano i curatori Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni. Come possiamo definire gli artisti del terzo millennio?

Geni più o meno compresi che hanno sfruttato le rivoluzioni concettuali dei decenni precedenti per concepire lavori, da sismografi del proprio tempo, in linea con i vizi e le virtù della società contemporanea, oppure semplici creativi che, esaltando i maggiori mezzi espressivi a disposizione, hanno creato delle geniali caricature visivo-concettuali? La mostra ”Inquieto Novecento” prova  a comprendere la dialettica di alcuni scossoni stilistici e di pensiero che hanno condotto l’arte visiva verso territori imprevedibili e imprevisti. Una illogica logica che ha mescolato le carte, ma al tempo stesso ha creato i presupposti per una cultura viva e in progress. La foto è Cristo nell’orto dei Getsemani di Emilio Vedova 1939. Info: www.luccamuseum.com


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