A Populonia “Sapere di mare. L’uomo e il mare un legame millenario”

20 Lug 2018 Stampa

Da sabato 21 luglio al 4 novembre 2018 il Museo etrusco di Populonia Collezione  Gasparri (Castello di Populonia, Piombino, provincia di Livorno), ospita la mostra temporanea “Sapere di mare. L’uomo e il mare un legame millenario”. L’esposizione,  curata dagli archeologi  Giorgio Baratti  (Università  Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Carolina Megale (Museo etrusco di Populonia), è realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, che in attesa dell’apertura del nuovo Museo di Arte Etrusca di Milano  (che sarà inaugurato dopo un’articolata operazione di ristrutturazione e ampliamento dello storico Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro in Corso Venezia 52, affidata allo studio Mario Cucinella Architects) ha scelto di esporre in anteprima in questa sede una piccola selezione di reperti della collezione etrusca.

Il tema trattato è il mare: Populonia, l’unica città etrusca fondata sul mare, si presta infatti più di ogni altra a raccontare il legame, vario e complesso, che si è instaurato nel corso del I millennio a.C. tra l’uomo e il mare. Il titolo dell’esposizione può essere declinato in tutti i sensi possibili, Sapere di mare vuol dire conoscere, imparare, esplorare, scambiare, assaggiare, significa transculturale, dialogare, contaminare, colorare, imitare. Il mare è la culla della nostra civiltà e il  senso di questa esposizione lo ritroviamo nelle parole dello storico francese  Fernand  Braudel: “Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio ma innumerevoli paesaggi.   Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une   sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in  Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Iugoslavia”.

L’occasione per la mostra è stata fornita dal nuovo allestimento della “Sala del Mare” del museo, che raccoglie i reperti provenienti dalle acque del golfo di Baratti, tra i quali le ancore in piombo della tonnara. La sala sarà arricchita da ricostruzioni, video e pannelli didattico-illustrativi che raccontano, oltre ai sistemi di navigazione e all’architettura navale antica, le attività di pesca e di produzione di salse di pesce documentate a Populonia. Contemporaneamente è in corso al museo (fino al 7 gennaio 2018) una breve mostra che celebra i 10 anni di ricerche all’area archeologica di Poggio del Molino. L’esposizione, che pone particolare attenzione agli aspetti economici del sito di epoca romana, mette in evidenzia il rapporto tra l’insediamento e il territorio circostante nella fase in cui ospitava una manifattura per la produzione delle salse di pesce, attestate dal ritrovamento di una serie di vasche e da strumenti come pesi da rete, navette, aghi ecc. A completare il tema del mare, dunque, ospite di particolare riguardo per il Museo etrusco di Populonia, sono i reperti messi a disposizione dal Museo di Arte etrusca Fondazione Luigi Rovati. Tre bellissime ceramiche etrusche del VII secolo a.C. di produzione etrusco meridionale-falisca con decorazioni incise e una splendida anfora dipinta di rosso su fondo bianco prodotta a Cerveteri agli inizi del VII secolo a.C.

 

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