Le sculture di Silvio Santini

28 Apr 2010 Stampa

ALTOPASCIO (LU)- Grandi navi stilizzate scolpite nel granito, anelli incrociati in marmo bianco che simboleggiano l’infinito. Sono queste le sculture dell’artista  Silvio Santini recentemente esposte in una personale ad Altopascio (LU) nella sala Peregrinatio curata dal prof. Paolo Nerbi dal titolo “Geometria linguaggio dell’eterno”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Altopascio. L’ artista da sempre segue una sua personale ricerca nell’astrattismo e nella geometria. Inizia l’ attività di artigiano scalpellino negli anni sessanta presso il famoso laboratorio di scultura Nicoli dove lavora per sette anni, collaborando alla realizzazione di opere in marmo con artisti di fama mondiale, tra i quali Vangi, Ipoustéguy, Cardenas, Muller, Rossello Cascella, Roca Rey, Plazzota, Poncet. Nel 1971 fonda con due compagni di studi (Paolo Grassi e Mario Fruendi) il laboratorio di scultura S.G.F. a Torano vicino Carrara che diventa in breve tempo punto d’incontro per scultori di tutto il mondo.  Da lì inizia il suo percorso artistico contrassegnato anche da una collaborazione con l’artista Max Bill  per la realizzazione d’importanti opere del maestro. Santini ha esposto le sue opere in molte città tra cui Firenze, Bolzano, La Spezia, Amsterdam,Tokio,Zurigo, Lugano.
Per Silvio Santini la geometria della forma diventa un vero e proprio linguaggio esistenziale. Ecco quindi le “barche” stilizzate in perfette forme geometriche e scolpite nella materia più dura: il granito.  Alcune sono davvero imponenti lunghe, fino a due metri. In esse legno e acqua diventano tutt’uno simboleggiando  il viaggio interiore di ogni uomo; mezzi “ per attraversare il tempo”. L’altro motivo di Santini sono i grandi anelli intrecciati in marmo bianco e statuario che si rifanno a quelli di “Moebius”, simboli dell’infinita ricerca circolare dell’uomo; la geometria come linguaggio dell’eterno . Santini propone la sua versione scolpita del “Giano Bifronte” con “janua”, un’opera in marmo bianco dove l’arte segue precise regole matematiche nella rappresentazione di una doppia verità. Colonne che però sono prismi a base triangolare.

Per informazioni:
www.silviosantini.net

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