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L’anima e il corpo, immagini del sacro e del profano a Bologna

Le Collezioni Comunali d’Arte di Bologna, a Palazzo d’Accursio, ospitano dal 10 novembre al 24 febbraio la mostra ‘L’anima e il corpo. Immagini del sacro e del profano tra Medioevo ed Eta’ Moderna’, a cura di Silvia Battistini e Massimo Medica. Il riallestimento di una parte delle Collezioni, necessario per consentire lavori di rifacimento delle coperture, e’ diventato occasione per accostare diversamente le opere del museo e farle dialogare in un percorso tematico. Attraverso i soggetti cari alla cultura figurativa dei secoli passati, si racconta il cambiamento dal XIII al XVIII secolo dell’uso della figura umana nell’Arte occidentale, per narrare sia l’essenza del divino, sia vita e sentimenti quotidiani. Si alternano le sale dedicate ai due aspetti, mettendo in mostra la ricca collezione di sculture e di dipinti medievali, le tavole di Francesco Francia, Amico Aspertini e Luca Signorelli, le tele di Prospero Fontana, Ludovico Carracci, Guido Cagnacci, Donato Creti, Gaetano Gandolfi, Pelagio Palagi.

I┬ávisitatori della mostra hanno modo di comprendere come anche le piu’ note raffigurazioni religiose e profane non siano rimaste uguali a se stesse nel corso dei secoli, ma abbiano accompagnato il rinnovamento del linguaggio artistico, riverberando il dibattito sulla raffigurazione del corpo umano nel mutare del clima sociale e religioso europeo. Se il Medioevo ricorre alla rappresentazione del corpo per dare un’identita’ alla dimensione religiosa nelle sue differenti manifestazioni (Padre Eterno, Cristo, la Vergine, i santi), nel Rinascimento il corpo rappresentato in modo naturalistico diviene fondamentale per dare un volto alla santita’ e facilitare la divulgazione della dottrina cattolica. La mostra offre inoltre la possibilita’ di vedere ricostruito in parte un capolavoro perduto di Luca Signorelli – la pala con il Compianto sul Cristo morto che il pittore rinascimentale realizzo’ tra il 1504 e il 1505 per la chiesa di Sant’Agostino a Matelica – riaccostando due frammenti ad essa appartenuti: la Testa di donna piangente, conservata alle Collezioni Comunali d’Arte, e la Testa di Cristo, concessa in deposito quinquennale al museo da UniCredit Art Collection.